Il futuro della stampa POTREBBERO essere i giornali GRATIS! Ecco come…

15 marzo 2017

gratisAvete mai visto uno di quei siti da cui si possono scaricare “aggratis” i PDF dei quotidiani? Ok, sono siti illegali, ma… guadagnano! Come?

Innanzitutto con la pubblicità: sono siti che riescono a totalizzare milioni di visualizzazioni al giorno grazie al fatto che offrono in download gratuito moltissime risorse (tra cui i pdf dei giornali).

Ma guadagnano anche fornendo servizi premium: ad esempio il “download veloce” dei file. D’altronde il pdf di un quotidiano è un file che può pesare anche più di 20MB, quindi imporre il download gratuito a bassa velocità consente di poter poi vendere un servizio aggiuntivo in abbonamento per scaricarli invece al massimo della velocità disponibile.

Certo questi siti guadagnano perchè di fatto i file che distribuiscono li “sgraffignano” a loro volta gratis, ma se ci pensate bene non c’è alcuna ragione per cui il download del PDF di un giornale dovrebbe avere un costo. Infatti il costo della versione cartacea in edicola si deve soprattutto ai costi di stampa e distribuzione (ed al guadagno dell’edicolante), e tolti questi il costo della distribuzione si farebbe irrilevante.

A questo punto la mia domanda è: perchè non creare un sito ufficiale, legale, per distribuire i PDF dei quotidiani gratuitamente online guadagnandoci come fanno i siti illegali che fanno la stessa cosa? Si potrebbe ad esempio creare una società di capitale con i principali editori italiani come soci, che crei il sito e si faccia concedere dagli editori stessi i diritti per distribuire gratuitamente i PDF dei quotidiani remunerandoli con una percentuale degli incassi suddivisi per numero di download. Si potrebbe ad esempio pensare di rendere disponibili gratuitamente i PDF solo a partire dalle 18, mentre prima il download potrebbe essere a pagamento. Certo gli incassi potrebbero essere inferiori, ma temo ci si debba accontentare.

Secondo me questa ipotesi è assolutamente fattibile, e questa sarebbe una strada perfettamente percorribile, se non ci fossero opposizioni da parte di coloro che guadagnano con la distribuzione tradizionale. Però la distribuzione tradizionale sta subendo una crisi tale che inevitabilmente verrà ridimensionata, a prescindere dal fatto che un’idea come quella che sto suggerendo venga effettivamente realizzata o no. Quando Apple propose alle aziende discografiche iTunes all’inizio queste si opposero, perchè temevano che la nuova forma di distribuzione avrebbe mandato in crisi la distribuzione tradizionale in CD… (senza accorgersi che la distribuzione tradizionale in CD era già comunque destinata ad implodere, a prescindere da iTunes). Alla fine ebbe ragione Steve Jobs, e l’industria discografica fu di fatto costretta ad accettare la nuova forma di distribuzione!

Credo che la stessa cosa accadrà (o stia già avvenendo) nel settore dell’editoria giornalistica: il processo di sostituzione dei vecchi modelli distributivi con nuovi modelli completamente diversi è già iniziato, e probabilmente anche già molto inoltrato. Quindi ogni tentativo di difesa ad oltranza del modello tradizionale è destinato a fallire. A questo punto converrebbe invece prendere il toro per le corna, e cercare una soluzione anche se questa dovesse significare accettare definitivamente l’abbandono dello sviluppo del sistema di distribuzione tradizionale.

Quando questo accadrà l’idea che ho appena suggerito potrebbe rivelarsi molto efficace, sia perchè ha già ampiamente dimostrato di funzionare bene (seppure per ora solo in modo illecito), sia perchè a conti fatti sarebbe comunque una forma di guadagno (tra l’altro a basso costo).

Pensateci. Rifletteteci. Prendetevi tutto il tempo necessario ad analizzarla bene, a ragionarci a fondo, e  vedrete che alla fine vi convincerà!

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