Universi Paralleli
E' possibile scaricare questo testo nei formati: DOC, RTF e PDFCosa c’era PRIMA del BIG BANG? Una singolarità. Un unico punto nel nulla in cui tutta la materia era raccolta. Un unico minuscolo uovo da cui si sarebbe generato l’universo intero. Una sfera, una bilia, un unico piccolissimo grandissimo mondo in miniatura. Immaginiamo però che in questo ancestrale buco nero (non uso a caso questo termine!) fosse raccolta sul serio tutta la materia immaginabile, sia quella che costituisce il nostro attuale universo, sia l’antimateria, di cui sospettiamo l’esistenza, ma non sappiamo proprio dove sia. Anzi: se esistesse veramente questa “antimateria” allo stato naturale evidentemente ce ne dovrebbe essere una quantità pari alla quantità di materia che noi possimo osservare nel nostro universo. Ma, se così fosse, dove sarebbe andata a finire tutta questa antimateria? Per ora accantoniamo questo quesito e torniamo all’inizio: cosa c’era PRIMA del BIG BANG? Una singolarità in cui era racchiusa tutta la materia. Compresa l’altimateria! Immaginiamo ora che in questo “uovo ancestrale”, essendo presente una quantità pari di materia ed antimateria, queste, come è giusto che sia, si fossero annichilite a vicenda in quell’unico punto possibile dello spazio in cui, quindi, sarebbe stata concentrata tutta l’energia dell’universo sprigionatasi dall’annichilimento di materia ed antimateria. Così come in un “normale” buco nero nemmeno da quel minuscolo spazio l’energia poteva fuoriuscire. Tutta la materia a l’antimateria immaginabile quindi convivevano in perfetta simbiosi in quell’unico punto dello spazio annichilendosi a vicenda. Poi qualcosa cambiò… Come un coltello che taglia in due un uovo sodo, separando la metà destra
da quella sinistra, così qualcosa, di cui non ho minima idea,
deve aver compromesso la stabilità della convivenza simbiotica
di materia ed antimateria separando per sempre, in quell’unico
punto, materia ed antimateria facendo “andare” la prima in
una direzione e la seconda in un’altra. I “punti” dell’universo
in quell’istante sono diventati 2. In ognuno di questi punti è raccolta
tutta la materia o tutta l’antimateria. Queste esplodono. Fino ad allora non potremo in alcun modo aver sentore dell’esistenza del nostro universo parallelo di antimateria perché non ci è permesso vedere all’esterno del nostro “cono di luce”. Ma proprio lì, in quell’universo parallelo al nostro, fatto di antimateria, c’è tutta l’antimateria “mancante” che nel nostro universo non c’è.
Inoltre se diamo per buono che la singolarità iniziale fosse in tutto e per tutto un buco nero potremmo anche immaginare che ogni buco nero, della nostra galassia o di qualsiasi altro universo, potrebbe anche essere a questo punto un ovulo da cui potrebbero nascere 2 universi, 2 altri BIG BANG! Ovvero da ogni buco nero potrebbero nascere due universi paralleli e completamente slegati dall’universo in cui risiedeva il buco nero prima di esplodere in un nuovo Big Bang. Ma possiamo anche andare oltre… Cosa fa un buco nero? Assorbe materia attraendola e compattandola in un unico singolo punto spazio-temporale. Ma quando il buco nero esaurisce il suo “carburante” (ovvero quando non trova più materia da assorbire) che fa? Azzardiamo un’ipotesi: un buco nero attrae tutta la materia che trova intorno a se fino a che, ad un certo punto, non trova nelle vicinanze più materia da attrarre. A questo punto potremmo immaginare un buco nero che imploda su se stesso fino a riesplodere con un suo Big Bang “personale” da cui si genererebbero due universi paralleli che si evolverebbero in due coni di luce opposti (e distinti dal cono di luce in cui si era sviluppato il buco nero), così come abbiamo già presupposto in precedenza. Di fatto, ad un’ulteriore analisi, potrebbero configurarsi un altro scenario davvero interessante: i buchi neri sarebbero “PORTE” che permetterebbero alla materia di passare da un universo all’altro. Un buco nero assorbe materia comppattandola nel suo punto spazio-temporale singolo da cui potrebbero generarsi, come abbiamo già immaginato, altri universi fatti della stessa materia di cui è fatto il buco nero. La stessa materia che il buco nero ha assorbito nell’universo in cui si è generato e che scaraventerà nei due nuovi universi che sta generando. In un flusso continuo quindi la materia di un universo assorbita da un buco nero potrebbe “riapparire” in un nuovo universo generato dal buco nero, fino a che questo non si “spenga” dopo aver attratto tutta la materia nelle sue vicinanze. Questo fenomeno è stato già descitto in modo simile nella letteratura scientifica, ma ovviamente non ha riscontri! Ora rispondete a questa domanda, se ci riuscite: se l’universo ha 12 miliardi di anni, e se di buchi neri ce ne sono dovunque e da sempre, perché non hanno ancora assorbito tutta la materia di cui questo universo è fatto? Sono “lenti”? O troppo pochi? O la materia da assorbire nel nostro universo è troppa? O distribuita troppo a caso nello spazio? O, alla fine, tutta la materia del nostro universo finirà inesorabilmente
per essere assorbita da un buco nero e scaraventata in un altro universo?
E chissà se, allora, il nostro universo potrà ricongiungersi
con il suo universo parallelo fatto di antimateria? Perché, a
questo punto, potrebbe anche esserci al “centro” del nostro
universo (ammesso che ce ne sia uno!), il “buco nero primordiale” da
cui tutta la materia è inizialmente “fuoriuscita” ed
in cui alla fine tornerà per ricongiungersi con l’altimateria
dell’univero parallelo e “riemergere” in altri du universi,
nuovi e fiammanti. |

