Come funziona l’intelligenza artificiale

13 giugno 2016

intelligenza artificialeUltimamente si parla sempre più spesso di “Intelligenza Artificiale“, ma siete sicuri di sapere realmente cosa significhi?

La definizione tecnica di “intelligenza artificiale” è “l’abilità di un computer (o di una macchina) di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana”. Ma questa definizione in realtà è troppo ampia, perchè ci sono molte funzioni della mente umana che non hanno nulla a che fare con l’intelligenza!

Quando si parla di intelligenza artificiale ci si riferisce solo ed esclusivamente alle attività legate al ragionamento. Spesso invece nei libri di fantascienza, o nei film, si includono anche gli aspetti legati alle emozioni, alla volontà, all’intuizione o ad altri aspetti della mente umana. Invece la ricerca scientifica in questo campo si concentra principalmente sulla capacità per una macchina di replicare il ragionamento umano. Tanto che nel suo aspetto puramente informatico è composta solamente dalle teorie e dalle tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente.

Tutto infatti nasce dalla robotica che, a differenza di quanto comunemente si creda, non ha strettamente a che fare con i cyborg o gli umanoidi: quasi tutti i robot prodotti nel mondo non hanno sembianze umane. I robot sono macchine progettate per svolgere compiti precisi nel modo più efficiente possibile, e la forma umana crea troppi problemi. Per questo la robotica non mira a creare macchine che replichino l’essere umano, ma macchine che svolgano compiti precisi (sono famose quelle utilizzate ad esempio nelle catene di montaggio). E’ vero che alcuni prototipi, ed alcuni esperimenti, hanno creato robot umanoidi, ma stiamo parlando di una branca della robotica assolutamente minoritaria.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale segue questa stessa logica: serve per produrre macchine più intelligenti, non per creare robot umanoidi! Di sicuro c’è anche chi usa l’intelligenza artificiale per sviluppare robot umanoidi, ma come per la robotica anche in questo caso stiamo parlando di una branca assolutamente minoritaria.

In genere infatti con “intelligenza artificiale” si intende la capacità data ad un computer di utilizzare la propria potenza di calcolo per simulare il ragionamento umano. Forse non tutti lo sanno, ma i computer sono macchine molto stupide. Sono in grado di eseguire correttamente molti calcoli in modo estremamente veloce e preciso, ma non sono capaci a fare un vero e proprio ragionamento.

Qualsiasi cosa faccia un computer lo fa seguendo dei precisi algoritmi di calcolo che devono essere pre-programmati da programmatori umani. L’intelligenza artificiale è il tentativo di rendere le macchine perlappunto intelligenti, ovvero in grado di ragionare anche in assenza di precisi algoritmi. Insomma, come facciamo noi uomini che gli algoritmi li creiamo!

Per capire meglio questo concetto conviene citare il famoso “test di Turing“. Semplificando moltissimo Turing immaginò di far conversare di nascosto una persona con una macchina: se la macchina riesce a non far sospettare alla persona che si tratti di una macchina (ovvero riesce a farsi passare per un uomo) allora il test è stato passato. In altre parole possiamo considerare una macchina intelligente se supera il test di Turing perchè è capace a simulare perfettamente una conversazione umana.

Ad oggi ci sono già delle macchine che, in determinate condizioni, sono in grado di passare dei test di Turing semplificati. Ma ce ne sono molte altre che, anche senza essere in grado di superare questo test, utilizzano già algoritmi di intelligenza artificiale. Ovvero macchine non perfettamente intelligenti, ma che riescono a svolgere alcune singole operazioni in maniera intelligente. Come Siri, o Cortana (o Google Now).

Per capire meglio di cosa stiamo parlando vi consiglio di iniziare ad interagire con i cosiddetti BOT, ovvero software che girano su strumenti di messaggistica (come Telegram o Facebook Messenger): in teoria dovreste poter interagire con loro esattamente come se fossero degli umani. In realtà sono ancora un po’ macchinosi, e si capisce che non sono persone (ma macchine), ma serve per prendere confidenza con il concetto di “macchina che simula il ragionamento umano”. Quando troverete un software con il quale interagire esattamente come se fosse una persona allora avrete trovato una macchina dotata a tutti gli effetti di intelligenza artificiale (ma probabilmente ci vorrà ancora un po’…).

Come avrete capito non solo è difficile comprendere bene come funzioni l’intelligenza artificiale, ma è decisamente complesso anche solo capire di cosa si tratti! D’altronde il cervello umano è la macchina in assoluto più complessa che esista in natura.

Quindi ogni volta che vedete una macchina che è in grado di simulare ragionamenti tipici della mente umana quella macchina è dotata di intelligenza artificiale (parziale). Ma c’è ancora molta strada da fare prima che le macchine siano in grado di superare il test di Turing e poter essere definite a tutti gli effetti “macchine intelligenti”.

PS: attenzione perchè la fantascienza ci ha abituati a ben altro… ma la realtà è ancora molto distante dalla fantascienza. Inoltre molti degli scenari ipotizzati dalla fantascienza sono magari molto spettacolari, ma poco realistici. I rischi però ci sono, eccome: si è scomodato addirittura il grande scienziato Stephen Hawking per metterci in guardia nei confronti di un utilizzo non controllato dell’intelligenza artificiale!

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