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Il futuro dell’ecommerce (e del commercio) secondo me

Siamo a giugno del 2016, e voglio condividere con voi la mia visione dell’evoluzione del commercio elettronico nel prossimo futuro.
Prendo spunto da un articolo de Il Sole 24 Ore su Adidas e Zalando in merito all’integrazione tra siti di ecommerce e negozi fisici.

Innanzitutto, secondo me, il commercio elettronico nei prossimi anni cambierà completamente e, soprattutto, cambierà completamente il mondo del commercio nella sua interezza. Non sto dicendo che tutto ciò accadrà entro fine anno, o da qui al 2020… Sto dicendo che il processo di evoluzione del commercio è appena iniziato, e continuerà nei prossimi anni, e decenni, fino a che non sarà tutto cambiato!

L’integrazione dei negozi fisici Adidas su Zalando infatti introduce un’importantissima novità: i marketplace smettono di essere solo uno strumento per fare acquisti a distanza, e diventano la porta di accesso del consumatore al prodotto. Primariamente alla ricerca del prodotto. Pensateci bene: ad oggi c’è un motore di ricerca per prodotti, che ti dica dove trovare quello che cerchi (per andare fisicamente a provarlo o, magari, a ritirarlo istantaneamente)? NO. Ma quello che sta facendo Zalando sembrerebbe andare proprio in questa direzione. Insomma, se Zalando diventerà il Google dei prodotti allora tutto cambierà.

Ma la portata dell’integrazione dei negozi fisici con l’online potrebbe avere ripercussioni ancora più profonde. In un mondo in cui si entra in un negozio solo dopo averlo trovato online non ci sarà più spazio per i negozi offline! Pensate che anche Google, con la sua App per le mappe, sta andando in questa direzione, consentendo addirittura di inserire inserzioni pubblicitarie posizionate sulle mappe con il classico indicatore di posizione (cosa che ad esempio in futuro potrebbe fare anche con i prodotti di Google Shopping).

Questo da un lato in realtà sarà un vantaggio per quei negozi fisici che sapranno integrarsi nella ricerca online, ma dall’altra potrebbe essere la pietra tombale per quelli che invece non saranno in grado di farsi trovare online. Anche perchè “farsi trovare online” diventa ogni giorno più difficile, a causa della concorrenza online che aumenta ogni giorno di più.

Pertanto i piccoli negozi, anche se attivi online, potrebbero comunque soffrire parecchio questa evoluzione, a meno che non crescano o non capiscano come sfruttare al meglio le nuove tecnologie. Invece ne potrebbero trarre maggiore beneficio le grosse catene, quelle ad esempio in grado di accordarsi con i marketplace (come Adidas con Zalando) per ottenere facilmente maggiore visibilità.

Tenete presente che non solo oramai tutti (o quasi) abbiamo uno smartphone, ma che lo usiamo sempre di più, e per cose sempre diverse. Non passerà molto tempo che ci abitueremo a cercare dove andare a comprare una cosa chiedendolo al nostro smartphone (e poi magari scoprendo che ce l’ha il negozio in fondo alla via…). Magari arriveremo addirittura ad utilizzare lo smartphone per comparare i prezzi tra i vari supermercati della zona per fare acquisti in quello che ha i prezzi inferiori. Oppure per domandare in diretta alla commessa se ha la taglia di quel vestito prima ancora di aver messo piede in boutique!

L’unica cosa certa è che tutto cambierà. Ma possiamo già iniziare ad intuire come…

PS: gli scenari ipotizzati in questo articolo non riguarderanno tutti i negozi, ma la stragrande maggioranza di essi. Esercizi commerciali come bar, parrucchieri, panetterie, ed altri legati specificatamente e profondamente con il territorio probabilmente avranno un’evoluzione diversa.

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