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Ieri mi sono sentito proprio FIERO di essere un Digital Champion!

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene al "Italian Digital Day" presso la Reggia di Venaria, Torino, 21 novembre 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene al “Italian Digital Day” presso la Reggia di Venaria, Torino, 21 novembre 2015.
ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Ieri, all’Italian Digital Day alla Reggia di Venaria, è accaduto qualcosa di molto importante. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto capire SENZA MEZZI TERMINI, in modo chiaro, netto ed inequivocabile, che anche in Italia O SI FA IL DIGITALE O SI MUORE.
Ma non come nel Risorgimento, quando si andava fisicamente a far l’Italia o a lasciarci le penne: qui la questione in realtà è più sfumata, ma non per questo meno importante!
Oramai infatti al giorno d’oggi TUTTI I PAESI ricchi e civilizzati di questo mondo hanno bisogno di ESSERE DIGITALI. Chi decide, volontariamente o involontariamente, di rimanere “analogico” (ovvero anti-digitale) non solo rimane indietro, ma finirà giocoforza per diventare povero ed emarginato. Una condizione che, diciamocelo, nessuno di noi vuole veramente…
Ma, come è stato più volte ripetuto ieri a Venaria, qui non si tratta di organizzare più o meno iniziative per digitalizzare porzioni di vita comune nel paese: qui si tratta invece di DIGITALIZZARE L’INTERO PAESE.
Il tempo delle sperimentazioni oramai è passato: nel 2015 o sei già digitale, o sei fuori!
Per questo l’importante non è avere sul territorio una rete di Digital Champion che aiutino le amministrazioni locali a digitalizzarsi, ma trasformare tutti i singoli cittadini da persone “analogiche” in persone “digitali” (ovvero, per capirci, persone avvezze all’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali).
Questo non significa che ogni cittadino deve prendersi l’impegno di diventare un “campione digitale”, ma che invece ogni campione digitale deve prendersi l’impegno di “digitalizzare” quante più persone possibile. E lo dobbiamo anche fare maledettamente in fretta…

Non abbiate paura del digitale: in fondo è solo una tecnologia assolutamente umana, tanto quanto quelle analogiche. È SOLO una tecnologia, che può far male non in quanto tale, ma a causa di come viene usata (ovvero esattamente come le tecnologie analogiche). Ad esempio la bomba atomica è una tecnologia analogica, mentre gli smartphone sono una tecnologia digitale. Ma i virus informatici sono digitali, mentre gli antibiotici sono analogici.
Digitale non significa pericoloso, come analogico non significa sicuro: la pericolosità non dipende dalle tecnologie, ma da come le si utilizza.

Ieri mi sono sentito estremamente fiero di essere un “campione digitale” (ovvero un Digital Champion) perché ho capito quanto importante e cruciale è il nostro ruolo in questo passaggio epocale: siamo di fatto dei veri e propri RIVOLUZIONARI, perché stiamo a tutti gli effetti facendo una rivoluzione epocale spesso lottando contro un intero paese che in realtà non vorrebbe cambiare (ma, magari senza accorgersene, lo sta già facendo lo stesso!
Noi siamo LA GUIDA di questa rivoluzione, senza la quale questa avverrebbe in modo totalmente casuale, disorganizzato, correndo il gravissimo rischio di andare nella direzione opposta al dovuto.

La rivoluzione digitale è già in atto, da tempo, ed è come un fiume in piena ASSOLUTAMENTE INARRESTABILE. Il nostro compito è quello di far prendere a questo fiume la direzione più efficace e meno pericolosa possibile, perché distruggerà tutto quello che troverà sul m proprio cammino. Se non lo guidiamo bene potrebbe distruggere anche ciò che di più caro, o utile, abbiamo.

Ecco perché ieri mi sono sentito fiero di essere un Digital Champion!


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