Incassare milioni SENZA BANNER: si può!

15 Gennaio 2016

Premessa: il modello di business dell’editoria tradizionale sul web sta miseramente fallendo. Ed il vero problema è che nessuno pare avere un’alternativa…

Ma questo non è per nulla vero: le alternative non ci sono solo perchè non si ha il coraggio di cercarle. Infatti chi le ha cercate le ha trovate… come ad esempio BuzzFeed.

Se visitate il sito buzzfeed.com scoprirete che ci sono notizie, ma non ci sono banner. Ok, più che un sito di informazione è un sito di intrattenimento condito di notizie, ma visto che fattura più di 90 milioni di dollari, ed ha un valore stimato dagli analisti superiore al miliardo e mezzo di dollari in questo momento possiamo soprassedere su questo “dettaglio” tecnico.

Come fa BuzzFeed a guadagnare così tanto se non usa i banner? Ebbene dovete sapere che i banner, in realtà, rendono poco (anzi: pochissimo) e infastidiscono parecchio il lettore (che di sicuro preferisce enormemente i siti che non li hanno).
A questo punto sarebbe lecito domandarsi: ma allora perchè i siti web di informazione si ostinano ad utilizzare i banner? La risposta purtroppo è banalissima e tristissima: usano i banner perchè non sanno cos’altro fare!

Avete presente il modello di business tradizionale della carta stampata? Si individuano vari spazi pubblicitari a fianco delle notizie e li si vendono a clienti che possono pubblicarci la loro inserzione grafica (i cosiddetti “inserzionisti”). Sul web gli editori si sono limitati a tentare, senza successo, di replicare questo modello di business, senza mettersi a cercarne un altro. Solo che sul web la vendita degli spazi pubblicitari non rende

Il vero problema sta nel fatto che da un lato gli editori si ostinano a voler difendere “a prescindere” il loro attuale modello di business, senza accorgersi che semplicemente non è adattabile al web, e che, dall’altro, non vogliono assolutamente cambiare il proprio modello di business attuale per adattare loro stessi al web. Ma il web non solo è IL futuro dell’informazione: è già anche a tutti gli effetti il presente! Quindi difendere l’attuale modello di business che però non si adatta al web è un fallimento assicurato.

Pertanto cosa dovrebbero fare gli editori per adattarsi a questa grande, immensa, ed inevitabile novità? In una parola CAMBIARE (che è invece proprio ciò che non vogliono fare).

BuzzFeed lo dimostra chiaramente: per avere successo ha letteralmente rottamato il vecchio modello di business della pubblicità display, e lo ha completamente sostituito con quello della cosiddetta “pubblicità in stream“.
Purtroppo è molto, molto complesso provare a spiegarvi come si costruisce un modello di business basato sulla pubblicità in stream, e non su quella display: quindi se volete approfondire questo punto contattatemi in privato che magari ci organizziamo per un incontro virtuale, o di persona, per sviscerare questo punto cruciale.

Infatti il punto chiave è proprio questo: da un lato c’è la pubblicità display, facilissima da fare e da capire, perfettamente in linea con le abitudini commerciali degli editori, ma che sul web non funziona, e dall’altro c’è la pubblicità in stream, molto difficile da fare, a volte non immediatamente comprensibile, e che richiede un totale cambiamento del modello di business. Ma – e questa è alla fine della fiera l’unica vera cosa che conta – FUNZIONA!!!

Le grandi innovazioni non si fanno limitandosi a qualche ritocchino delle proprie abitudini.
Le grandi innovazioni non si fanno perchè “fa figo” farle.
Le grandi innovazioni non le sanno fare tutti.

Si fanno rottamando ciò che non funziona più, eliminandolo, dimenticandosene, e sostituendolo con ciò che si adatta meglio ai cambiamenti, a prescindere da cosa sia.
Si fanno per sopravvivere.
E, soprattutto, le fanno solo i pochi (o pochissimi) che sono davvero in grado di farle. Gli altri vengono semplicemente spazzati via.

L’innovazione non chiede permesso. Travolge chi è immobile e cambia il mondo“.
Massimo Russo, Wired, 5 novembre 2013

 

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