Internet uccide il piccolo commercio

22 Febbraio 2011

Oggi, a pag. 32 de La Stampa, è stata pubblicata la seguente lettera del sig. Andrea S. che sostiene che Internet stia uccidendo il piccolo commercio.
Ci eravamo già occupati di questo argomento nel settembre 2010 e di seguito postiamo la nostra risposta al signor Andrea.

Acquisti virtuali, minaccia reale
Dopo gli amici virtuali, adesso sul world wide web si diffonde una nuova ed economicamente interessante idea di business, un’idea che prevede i gruppi di acquisto per accedere a vetrine online di beni e servizi a prezzi scontati. I clienti-utenti sono rapidamente passati dai 4,3 milioni del dicembre 2009 ai quasi 9 milioni attuali: un numero considerevole che speriamo non finisca per uccidere definitivamente il piccolo commercio di vicinato e ambulante e i tanti piccoli e accoglienti mercatini settimanali, luogo di aggregazione e di incontro
Andrea S. 

In risposta Andrea S
Il piccolo commercio si sta uccidendo da solo. Infatti il cyberspazio non è un altro mondo, in un altro pianeta, ma solo un altro luogo in cui trovare le stesse persone, gli stessi prodotti e, spesso anche gli stessi operatori. Chi decide, deliberatamente, di non esserci sceglie suo malgrado di alzare bandiera bianca e lasciare il business agli altri.
Infatti il bello del web è che chiunque voglia può farci business, anche i piccoli commercianti. Solo che è difficile e diverso (ma non si può fermare il mondo perchè è difficile o perchè naturalmente evolve).
Tuttavia rivolgendosi a professionisti esperti del web diventa relativamente facile sfruttarlo per il proprio business, anche se ciò richiede spesso molti cambiamenti. Tali cambiamenti però sono alla portata di tutti: il vero ostacolo spesso invece è proprio la scarsa propensione al cambiamento e all’evoluzione, perchè non sono affatto cose semplici.
Esiste pertanto un unico modo per “salvare” il piccolo commercio dal web: il web stesso. Sarà difficile e molti cadranno, ma dato che non vi è alcuna alternativa prima lo si accetta e meglio è.
Marco Cavicchioli

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