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La politica ai tempi di Facebook

Politica-e-FacebookIl mondo sta cambiando, giorno per giorno, davanti ai nostri stessi occhi. Ma non sempre riusciamo a rendercene conto.

Un esempio è la politica: vi siete accorti che da quando c’è Facebook è cambiato il modo di fare politica? Anzi, che è cambiato il modo con cui se ne parla?
Voglio farvi due esempi concreti.

Chi frequenta Facebook avrà notato l’immenso interesse che c’è stato nei confronti del referendum “sulle trivelle”. Ebbene, visto invece l’esito del voto, sarebbe stato plausibile immaginare un certo disinteresse anche su Facebook! E invece, mentre altrove il disinteresse la faceva da padrone, sul social network più amato dagli italiani l’interesse è stato molto ampio e profondo.

Perché? Perché Facebook facilita il confronto, anche aspro. E perché facilita le conversazioni, anche a distanza. Badate, tutto ciò non è affatto scontato, tanto che è solo da quando Facebook ce l’hanno milioni e milioni di italiani sul telefonino che le cose stanno in questo modo!

L’altro caso che voglio citarvi è quello di un gruppo del tipo “Sei di… se…”. In questi gruppi solitamente dopo qualche mese dalla nascita le discussioni si spostano su ciò che accade in città (o in paese). Ovviamente questo genera discussioni, confronti, e spesso litigi. A volte purtroppo questi degenerano in insulti, offese o addirittura calunnie!
Ebbene il gruppo in questione (relativo al mio paese, Borgaro Torinese) è stato addirittura chiuso all’improvviso probabilmente per questioni “legali” legate ai commenti dei membri ad un paio di post che riguardavano avvenimenti cittadini facilmente politicizzabili.

Cosa c’è di diverso rispetto a prima? L’incredibile facilità con cui ci si trova a confrontarsi anche con perfetti sconosciuti su temi di rilevanza politica (nazionali o locali). Visto che non siamo abituati a questo modo di confrontarci, da un lato facciamo ancora fatica a rimanere obiettivi, mentre dall’altro ci facciamo coinvolgere fino a rischiare, anche inconsapevolmente, comportamenti illeciti o al limite della legalità (ricordatevi che offese in pubblico o calunnie non sono consentite dalla legge italiana).
Pensate a quante persone nei giorni precedenti al referendum si erano convinte che il quorum fosse assolutamente a portata di mano solo perché, frequentando Facebook, avevano notato un grande interesse (mentre invece sondaggi ed analisi avevano ampiamente previsto il fallimento). Da un lato c’erano informazioni tecniche altamente credibili, e dall’altro sensazioni parziali, eppure in molti hanno preferito credere in queste ultime (sbagliando).
E pensate a quante volte su Facebook vi siete fatti coinvolgere in discussioni che vi hanno portato ad avere comportamenti al limite del lecito (rischiando, magari inconsapevolmente, una querela)!

La domanda è: siamo pronti a questo cambiamento? Perchè non solo è già in atto: in realtà questo cambiamento c’è già stato! Solo che non riguarda ancora il 100% della popolazione (ma nei prossimi anni ci andrà vicino)…

 

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