A che ora è meglio postare su Instagram Stories?

4 agosto 2016

InstagramDa ieri (3 agosto 2016) Instagram ha una nuova funzione: Stories (che è praticamente identica a Snapchat).

Instagram Stories, così come Snapchat, cambia completamente il modo di postare. Infatti qualsiasi cosa postiate rimane visibile solo per 24 ore, poi viene eliminata e non è più visibile (anche se potete salvarvela). Inoltre non è possibile commentare se non inviando un messaggio diretto a chi l’ha postata (ovvero proprio come una chat).

Il fatto che ogni contenuto su Stories rimanga visibile solo per 24 ore cambia completamente il modo con cui Instagram propone le storie (le trovate in alto, in orizzontale, dopo aver aggiornato l’App), e come queste vengono fruite. Seguitemi, perchè non è una cosa immediata da comprendere (questo articolo è un po’ lungo, e dovete arrivare fino alla fine per trovare la risposta alla domanda del titolo)…

Innanzitutto partiamo dall’Instagram tradizionale (quello con le foto, che esiste ancora ed è identico a prima). Visto che tutte le foto pubblicate rimangono visibili per sempre, l’unico modo per organizzarle e rendere quindi facile la navigazione, è quella di raccoglierle tutte nei profili di chi le pubblica, e di mettere in home page solo le ultime che sono state pubblicate (scrollando si va indietro nel tempo). In altre parole sono troppe, e quindi è necessario selezionarle (perchè è impossibile vederle tutte).

Invece su Stories (che è un “flusso” separato”, anche visivamente) potete trovare solo le storie pubblicate nelle ultime 24 ore (in genere sono video). Ovvero sono poche. Talmente poche che Instagram ve le mostra tutte nella barra orizzontale in alto (i profili cerchiati in rosso sono quelli con storie nuove, che non avete ancora guardato, mentre quelli cerchiati in grigio sono quelli con storie che avete già guardato, ma che non sono ancora scadute). Infatti quando sono passate 24 ore dalla pubblicazione di una storia questa scade, e viene eliminata.

In altre parole mentre delle classiche foto ce ne sono troppe, ed è impossibile vederle tutte, di storie ce ne sono poche (anche perchè in genere sono video, e di video se ne producono di meno) e potete vederle tutte. Anzi, quando aprite l’App, Instagram ve le mostra proprio TUTTE (ovvero tutte quelle non scadute).

A questo punto, se ci pensate bene, significa che potete postare a qualsiasi ora vogliate. Tanto le vostre storie verranno sempre mostrate tutte, a prescindere dall’orario in cui le pubblicate. Certo, rimarranno visibili solo per 24 ore, quindi postare il sabato pomeriggio contenuti professionali non è una grande idea (visto che scadono già l’indomani, domenica pomeriggio, e la gente durante il weekend preferisce svagarsi).

Pertanto mentre sui social in cui il flusso è completo, ed i contenuti rimangono online, l’eccesso di contenuti implica che non tutti vengano sempre fruiti (ed è quindi importante postare all’ora giusta in modo da assicurarsi la massima audience), nei social in cui i contenuti scadono (soprattutto se rimangono visibili per sole 24 ore) l’eccesso di contenuti non c’è, o è comunque molto meglio controllabile da parte del fruitore. Questo fa sì che sia molto più facile fruire di tutti i contenuti che troviamo al momento in cui ci colleghiamo. Certo, se passano più di 24 ore dall’ultima volta che ci siamo collegati probabilmente qualche contenuto lo avremo perso, ma questo è poco rilevante. La cosa rilevante è che invece possiamo fruire di tutti i contenuti postati nelle ultime 24 ore.

Quindi il mio consiglio è quello di postare su Instagram Stories a qualsiasi ora vogliate, semplicemente adeguando i contenuti, e lo stile, al weekend o ai giorni festivi/feriali. Al massimo potete postare i contenuti migliori agli orari migliori per assicurarvi che risultino primi nella lista orizzontale in alto delle storie proposte sull’App (così da avere più probabilità che vengano viste in quel preciso momento).

Probabilmente questo è solo il primo cambiamento radicale di questo nuovo modo di selezionare i contenuti (visto che selezionare oramai è assolutamente inispensabile, a causa dell’information overload).

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