Perché dovresti investire sul Native Advertising?

18 Aprile 2016

native-advertisingHo già avuto modo di spiegarvi per filo e per segno cosa si intende per “native advertising” (o pubblicità native). Ora però voglio approfondire l’argomento per spiegarvi perchè conviene investire in questa nuova forma di pubblicità.

In particolare leggendo un articolo di Riccardo Esposito per MediaBuzz (“Un approccio maturo al Native Advertising”) mi hanno colpito molto due concetti riportati nel paragrafo di apertura:

  • nei paesi anglosassoni è già da tempo che si fa native (mentre invece in Italia, come al solito, abbiamo solo appena iniziato)
  • la pubblicità tradizionale è “invadente e decontestualizzata, capace solo di far fuggire il lettore”.

Non ditemi che quello che volete è continuare ad investire in forme pubblicitarie invadenti e decontestualizzate, che fanno fuggire il lettore, solo perchè in Italia siamo ancora abituati a fare così!

Detto questo, ora voglio invece darvi alcuni buoni motivi per convincervi ad abbandonare le forme pubblicitarie tradizionali ed affidarvi alla native advertising (anche nel mobile).

1. La pubblicità native è efficace

Su Internet molte forme pubblicitarie tradizionali (come ad esempio quella “display” dei banner pubblicitari) non funzionano. O, meglio, hanno un’efficacia così ridotta che possiamo tranquillamente approssimarla a zero.
Perchè? Semplice: perchè sono invadenti, decontestualizzate, e fanno fuggire il lettore!
La pubblicità native invece è discreta, estremamente contestualizzata, e non causa alcun fastidio o disagio al lettore. Questo fa sì che il lettore fruisca a tutti gli effetti della pubblicità native esattamente così come fruisce degli altri contenuti “organici” di un sito. Pertanto, se fatta bene, la pubblicità native è efficace tanto quanto lo sono i contenuti organici!

2. La pubblicità native è economica

Spammare migliaia e migliaia di banner a pioggia non costa poco. E rende pochissimo.
Farsi pubblicare un articolo su un blog specializzato costa molto meno, e funziona molto di più. In altre parole l’elevata efficacia della pubblicità native riduce i costi (a parità di risultati), perchè aumenta i CTR ed i tassi di conversione. Alla fine quindi se otterrete gli stessi risultati avrete speso meno (ma in realtà conviene investire uguale ed ottenere molti più risultati).

3. La pubblicità native è convincente

La pertinenza che si ottiene grazie alla perfetta contestualizzazione della pubblicità native rende questa forma pubblicitaria molto convincente. Ad esempio è perfetta per fare branding: se vendi cellulari e ti fai pubblicare un articolo su un noto blog dedicato alla telefonia, in qualche modo parte della brand reputation del blog “passa” al tuo brand (cosa che non avviene con la pubblicità tradizionale, a causa dell’invadenza e della decontestualizzazione).

4. La pubblicità native è coinvolgente

Se posti la notizia di un’iniziativa rivolta ad una precisa community nel suo gruppo Facebook, o Google+ (o Whatsapp, o altro), l’engagement è assicurato! Nessun banner può arrivare a tanto: la notizia giusta, postata nel momento giusto, e nella community giusta, crea immediatamente coinvolgimento. Con una facilità che oserei definire disarmante!

Ma allora perchè non stai già facendo native advertising? Beh, forse perchè… è difficile. Non è, come si suol dire, “alla portata di tutti”. Una campagna pubblicitaria native non si improvvisa, non te la puoi fare impostare da “tuo cugino”, non la puoi inventare sperando che funzioni: serve un piano preciso, una strategia e, soprattutto, serve qualcuno che la sappia fare per davvero.

Ecco perchè serve un approccio maturo al native advertising se la si vuole sfruttare con successo!

 

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