La globalizzazione commerciale è fatta. Ora tocca a quella politica!

11 ottobre 2017

pianeta TerraOramai sul fatto che la globalizzazione a livello commerciale sia completamente avvenuta non ci possono più essere ragionevoli dubbi. Ed è un fenomeno assolutamente inarrestabile.

Ma non credo che questa evoluzione si fermerà qui… Infatti Internet, e le criptovalute, stanno contribuendo in maniera significativa all’avvento di una globalizzazione anche in due altri settori, oltre a quello degli scambi commerciali: la comunicazione e la finanza.

Questo genere di globalizzazione “dal basso” è assolutamente inarrestabile: è infatti praticamente impossibile immaginare che il diffondersi della comunicazione a livello globale possa essere arrestato! E, per quanto riguarda la finanza, è difficile immaginare che si potrebbe realmente riuscire a farlo.

Anzi, per quanto riguarda la “globalizzazione della comunicazione” grazie ad Internet, potremmo addirittura azzardarci ad affermare che è già avvenuta! Oramai è davvero possibile comunicare senza limiti in tutto il mondo… La globalizzazione della finanza invece forse ha appena iniziato a muovere i propri passi, e saranno probabilmente le criptovalute, ed altri servizi finanziari globali basati su blockchain, a tradurla (lentamente) in realtà.

Ora, facciamo uno sforzo di immaginazione, e proiettiamoci un po’ avanti negli anni, quando anche la finanza sarà globalizzata: possiamo davvero pensare di poterci permettere di vivere in un mondo in cui commercio, comunicazione e finanza sono globalizzati, e la politica no? Non credo. Già oggi è più che evidente che per molte questioni legate alla globalizzazione, o a settori globalizzati, servirebbero autorità mondiali di controllo o di gestione dei conflitti, ed è impossibile che queste autorità possano avere reale potere se non saranno autorità di tipo politico (intendendo questo termine nell’accezione originale del termine, e non come sinonimo di “partitico”, come invece purtroppo oramai siamo tristemente abituati).

Non c’è nulla di peggio di una globalizzazione disordinata in cui è il caso a decidere chi ne trae vantaggio, e chi invece ne trae nocumento. Per ora sono stati i singoli Stati (scusate il gioco di parole) a gestire la globalizzazione commerciale, tanto che non possiamo certo definirla “disordinata”. Magari “disorganizzata” sì (visto che nessuno ha mai avuto il potere di organizzarla), ma certo non casuale.
La globalizzazione della comunicazione dovuta ad Internet invece è stata sia disorganizzata che disordinata, ma nonostante alcuni difetti questo non ha portato grossi problemi. Tuttavia già la stessa globalizzazione finanziaria rischia di essere un problema se sarà disordinata! Se verrà lasciato al caso decidere chi ne trarrà vantaggio, e chi invece ne sarà danneggiato, è lecito immaginarsi che i secondi potrebbero essere ben più dei primi…

Pertanto già nel momento stesso in cui la finanza diverrà globalizzata, grazie alle criptovalute ed ai servizi finanziari basati su blockchain, sarebbe meglio trovare il modo per evitare che ciò avvenga in modo disordinato. Ma soprattutto nel momento in cui diventasse necessario globalizzare anche la politica (sempre intesa solamente come reale amministrazione e governo del territorio) sarà addirittura assolutamente necessario che questo processo oltre che ordinato sia anche organizzato. La domanda ora è: come si può organizzare un processo di globalizzazione della politica a livello mondiale? A questa domanda io non so assolutamente rispondere.

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