Il giornalismo non può (più) fare a meno della divulgazione

14 marzo 2018

Giornalismo e divulgazione sono in realtà due attività diverse.

Infatti a dispetto da ciò che comunemente si crede, il vero lavoro del giornalista non è quello di pubblicare le notizie, ma di andarle a cercare. Il fatto che si occupi anche di pubblicarle è solo un’inevitabile conseguenza (tant’è che chi si limita ad esempio a pubblicare notizie prodotte da altri non può essere definito un giornalista in senso stretto).

Ma un conto è essere bravi a cercare notizie, altra cosa è essere bravi a divulgarle. Molti giornalisti infatti ignorano il fatto che “volgo” e “popolo” non siano affatto la stessa cosa. Il popolo è composto da tutti, mentre il “volgo” è un suo sottoinsieme (in particolare quello meno acculturato). Il fatto è che bisogna essere proprio bravi per riuscire a spiegare le cose al volgo non acculturato, e spesso i giornalisti semplicemente non ci riescono.

Ma, badate bene, quello non è in realtà il loro compito! Il compito del giornalista è quello di cercare le notizie e pubblicarle, non di spiegarle al volgo… A questo ci devono pensare i divulgatori.
Infatti il compito del divulgatore non è quello di andare a cercare le notizie, ma di spiegarle al volgo (Treccani definisce la divulgazione «esposizione in un linguaggio accessibile al grande pubblico di dottrine e nozioni specialistiche»).

Ebbene molti bravi giornalisti non sono capaci a fare (bene) divulgazione, mentre molti bravi divulgatori non sono capaci a fare (bene) i giornalisti. E’ talmente raro che un bravo giornalista sappia essere anche un bravo divulgatore (o viceversa) che possiamo ignorare questa eventualità.

Pertanto nel momento in cui un giornalista pubblica una notizia, sperando che il “popolo” la legga, in realtà molto probabilmente la sta pubblicando solo per un piccolo sottoinsieme del popolo (quello che NON contiene il volgo). Infatti sono oramai pochissime le persone che si informano leggendo le notizie…
Questo secondo me è dovuto primariamente al fatto che i giornalisti spesso non sono bravi a “spiegare le cose al volgo”. Ovvero il giornalismo di qualità non sembra essere in grado di avere una grossa forza di penetrazione rispetto al “volgo”. Ma, sia chiaro, non è questo il suo compito!

Ecco che quindi diventa FONDAMENTALE il lavoro del divulgatore, che prende le notizie prodotte dai giornalista e le “volgarizza”. E potete immaginare quanto sia difficile fare BENE divulgazione, se l’obiettivo è quello di prendere informazione di qualità e “volgarizzarla”!

In altre parole, soprattutto nel mondo odierno, giornalisti e divulgatori devono lavorare assieme, perchè senza l’uno o l’altro l’informazione non può essere di massa (ovvero rimane elitaria). L’unico modo per portare la cultura alle masse è quello di divulgarla, nel senso tecnico del termine. Questo non lo possono fare i giornalisti (da soli), e non lo possono fare nemmeno i divulgatori: bisogna farlo insieme.
I giornalisti devono produrre e pubblicare le notizie, mentre i divulgatori devono spiegarle al volgo. SOLO COSI’ potremo realisticamente immaginare di riuscire a portare la cultura, la conoscenza e l’informazione alle masse.

PS: il termine “volgo” in questo post è utilizzato con il significato tecnico (quello da cui deriva la parola “divulgazione”), senza alcuna accezione offensiva.

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