La libertà produce ricchezza

20 Aprile 2019

L’immagine che vedete qui sopra è un grafico a dispersione che ho prodotto io, e che mette in correlazione il grado di libertà personali offerto ai propri cittadini da 163 Stati in giro per il mondo, con il PIL procapite PPA (ovvero a parità di potere di acquisto).

Come si può notare, tutti i paesi poveri (ovvero con un basso PIL procapite) offrono ai loro cittadini un grado di libertà basso, bassissimo, o al massimo medio, mentre tutti i paesi che offrono un grado di libertà alto sono anche paesi ricchi, ovvero con un PIL procapite alto, altissimo, o al massimo perlomeno medio.

Chi volesse controllare come l’ho elaborato può scaricarsi il file Excel con tutti i dati e tutti i calcoli, mentre le fonti sono il Social Progress Index 2018, per quanto riguarda gli indici di libertà personali, ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI o IMF) per quanto concerne il calcolo del PIL procapite PPA 2018.

Questo grafico non è sufficiente per indicare che ci sia una correlazione diretta tra grado di libertà dei cittadini e volume di ricchezza da loro prodotto, ma suggerisce che un legame molto probabilmente ci sia.

Anche perchè la differenza tra i paesi poveri con scarse libertà, e quelli liberi e ricchi, e davvero notevole. Quello che stupisce non è solamente l’enorme disparità che riguarda il PIL procapite prodotto, che è ampiamente nota, ma soprattutto la sostanziale differenza tra gli indici di libertà individuali. Infatti la maggioranza dei paesi più poveri ha un indice di libertà inferiore a 50, mentre i paesi più ricchi hanno un indice di libertà superiore a 65, ed in molti casi addirittura ad 80.

L’italia in queste due classifiche si piazza abbastanza bene, ma non benissimo.

Come grado di libertà personali ottiene 74,41, che la piazza al 46° posto su 170 paesi, addirittura dietro paesi come la Cina, il Sud Africa, la Bielorussia, la Polonia o l’Ungheria. Quindi bene, ma non benissimo, visto che almeno si potrebbe puntare a raggiungere la Corea del Sud a quota 78,94.

Come PIL procapite a parità di potere d’acquisto invece si piazza al 38° posto con 39.636,99 dollari, dietro paesi come Porto Rico, Cipro, Nuova Zelanda o Oman. Anche in questo caso la posizione è buona ma non ottima, e bisognerebbe puntare almeno a raggiungere la Corea del Sud a quota 41.000 dollari circa.

Va aggiunto che il Social Progress Index 2018 oltre all’indice delle libertà personali offre anche molti altri indici con risultati diversi, come ad esempio quello dei diritti umani o della qualità dell’ambiente.

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